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Il 3 maggio del 1593 si celebrò una imponente manifestazione riportata dal codice cartaceo conservato nell'archivio Capitolare di Iglesias dal titolo" Process de miracles del Glorioso S.Antiago", illustrato e studiato da P.Pili.
Si legge che la sagra si teneva "de tant tempus que non hi ha memoria de homens en contrari ni del principi de aquel" a testimonianza delle sue antiche origini, e che veniva celebrata ogni anno, ( nel 1582, l'anno della peste di Alghero, la festa si tenne ugualmente, anche se con minor sollennità, nella cattedrale di Iglesias). Il manoscritto interamente, in lingua catalana, ci da una visione completa e dettagliata dei festeggiamenti ai quali partecipò Mons. Francesco de Vall. Arcivescovo di Cagliari e Vescovo di Iglesias, il Vicerè, molti nobili e un numero imprecisato di sacerdoti impegnati nelle confessioni. Circa 20.000 persone, 9000 cavalli e migliaia di traccas invadono pacificamente l'isola per rendere omaggio al Santo. Sono di diverse culture: Sardi ma anche Italiani, Francesi, Portoghesi, Castigliani, Aragonesi, Corsi ecc… Si costruiscono ripari per la notte con pali e frasche, alcuni dimorano nelle numerose grotte e passano i quattro giorni della festa tra preghiere e balli votivi, ristorandosi nei numerosi banchi dei mercanti che già da allora colorivano la festa. Il simulacro del Santo, custodito nella diocesi di Iglesias, veniva preparato giorni prima per il trasferimento a Sant'Antioco ad occuparsene era lo stesso Capitolo. Il carro, trainato da buoi adornati di fiori e drappi, conduceva il simulacro del patrono, la statua vestita della purpurea toga, dall'alto dominava la moltitudine di fedeli che la seguivano lungo il tragitto. La processione attraversava diversi centri sulcitani ed una campanella posta sulla sommità del carro annunciava il suo arrivo. L'ingresso nell'isola era salutato dalla folla festante, giunta giorni prima, i sacerdoti numerosissimi erano impegnati nelle confessioni, scadeva infatti quell'anno la concessione delle indulgenze fatta da GregorioXIII, il simulacro veniva infine portato nel piazza antistante la chiesa dove si concludevano le celebrazioni liturgiche. |