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A secolo XVIII inoltrato - forse osservando che i pericoli delle invasioni erano cessati o per lo meno fortemente diminuiti, qualcuno tentò la sorte ed incominciò a fermarsi nell'isola. Lentamente ma in modo progressivo l'isola tornò a popolarsi, da tutti i centri limitrofi ma anche dall'interno sempre più persone sceglievano l'isola come dimora.
La popolazione risorgendo e crescendo si sentì però in qualche modo quasi orfana, senza la continua presenza delle spoglie del suo Martire, del suo "Padre nella fede". Quell'antica chiesa monumentale, che oggi finalmente possiamo ammirare nel rigore della sua fattura originaria, integrata dalla catacomba testimone della fede dei primi nostri cristiani, era vuota senza quel Corpo Santo, che per secoli aveva lì riposato richiamando tanti fedeli. Che quelle Spoglie ci venissero una volta all'anno, e solo per qualche giorno, non era sufficiente, non era naturale. Il Santo doveva ritornare!
Il Comune di S. Antioco ne fa richiesta al Capitolo ed al vescovo mons. Montixi, appellandosi all'impegno di restituzione stabilito nel 1615 da Mons. Desquivel. Ma il Capitolo non è dello stesso parere, ed anch'esso si fa forte della donazione in perpetuo del medesimo Desquivel del 1621 che corregge il precedente atto. Nel giugno 1851 il Comune di S. Antioco insiste e tenta la via giudiziaria. Il 29 marzo 1852 il Tribunale provinciale di Cagliari, accogliendo le sue istanze, condanna il Capitolo alla restituzione delle Reliquie e degli arredi sacri relativi. Il Capitolo appella. Inoltre nel febbraio 1853 in favore del Capitolo e contro il Comune Sulcitano si schiera, come parte in causa, il Comune di Iglesias facendosi anch'esso forte del fatto che il Desquivel gli aveva affidato una delle chiavi del Reliquiario, e ciò in compenso delle spese sostenute per i lavori di scavo e per la causa contro Sassari. In più vantava in suo favore la prescrizione di possesso ultra centenario. La causa si concluderà il 9 ottobre 1855 con la sentenza pronunciata a Cagliari in favore del Comune di S. Antioco.
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