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Scavi archeologici condotti nell'area adiacente all'ospizio cittadino hanno messo in luce, al di sotto dei livelli riferibili all'abitato romano e all'insediamento fenicio, i resti di un antico insediamento di cultura San Michele di Ozieri.
Si tratta, per la precisione, di un villaggio di capanne, di cui residuano i fondi, costituiti da depositi di terra nera, di forma tondeggiante od ovoidale, in cui sono stati rinvenuti manufatti litici e fittili frammisti a valve di molluschi marini, evidenti resti di pasto, ceneri e carboni. I materiali ceramici sono tutti frammentari, ma nella maggior parte dei casi si riesce ad individuare le originarie forme di pertinenza, quali i vasi a cestello, tazze, scodelle, olle, vasi a collo, vasi tripodi e tegami, inornati o decorati con caratteristici motivi, prevalentemente incisi, ma anche impressi e talvolta graffiti. A questi si accompagnano lame e punte di freccia in selce e in ossidiana, a testimoniare l'esistenza di attività venatoria, macinelli litici, legati invece ad attività agricole ed alcune fusaiole, che documentano l'arte della filatura. Sulla base dei materiali rinvenuti si è ipotizzato per il villaggio prenura-gico del Cronicario un lungo periodo di frequentazione a cavallo tra la fine del IV e l'inizio del III milì. a.C.. L'abitato conoscerebbe, cioè, la fase di piena fioritura della cultura di Ozieri, in tempi del Neolitico recente e la seguente fase avanzata o attardata della stessa cultura, "sub-Ozieri", in tempi, ormai, del Calcolitico antico. |